Restituire la complessità materiale delle pagine manoscritte attraverso la tecnologia digitale. Una piattaforma Open Source per la filologia del futuro.
Il cliente: Progetto PRIN
Un gruppo di filologi, papirologi e studiosi della tradizione classica impegnati nello studio del rapporto tra testo e paratesto nei manoscritti greci.
L’obiettivo: Creare un repertorio di trascrizioni ipertestuali scientificamente rigoroso.
Esigenze e sfide
Dimensione dinamica
Non solo riprodurre il testo, ma rappresentare la pagina manoscritta nella sua evoluzione, rendendo visibile la stratificazione temporale del processo di copia.
Relazioni logiche
Mostrare chiaramente le connessioni tra il testo poetico centrale e le annotazioni esegetiche (paratesto) ai margini.
Usabilità "Umanistica"
Lo strumento doveva essere utilizzato da studiosi senza competenze informatiche. Era essenziale un’interfaccia intuitiva per settare i box e e le relative specifiche.
Integrazione
La piattaforma doveva integrarsi col sito del progetto e rimanere aperta a sviluppi futuri (database lessicografico).
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La nostra soluzione
Fase 1
Il Canvas Digitale
Si definisce l’area di lavoro (es. 2000px di altezza). Un foglio digitale pronto per ospitare tutti i contenuti dell’edizione diplomatica.
Fase 2
Impostazione Box
Gli editor creano e posizionano i contenitori (Box). Ogni box ha coordinate assolute e contiene il testo desiderato.
Fase 3
Logica & Actions
Definiamo le diverse azioni per rendere il testo interattivo ed evidenziare le corrispondenze.
L’architettura
Non immagini, ma Dati
DDEB non sovrappone immagini statiche. Costruisce la pagina dinamicamente utilizzando Box posizionabili che contengono il testo trascritto.
Ogni elemento è un oggetto JSON con proprietà di stile, posizione e contenuto, gestito da un motore React.js.
- Layer: Gruppi logici di box (Testo, Traduzioni, Note).
- Action: Il sistema di linking tra elementi
- JSON: Dati strutturati ed esportabili.
id: "note",
style: {
top: "250px",
left: "50px"
},
actions: [
{ type: "slave", target: "text-main" }
]
};
Editor
Gli editor possono manipolare la posizione e le caratteristiche, come colore dello sfondo o dimensione, di ogni box tramite apposita interfaccia.
È come usare un programma di impaginazione, ma con tutto il rigore filologico necessario e le potenzialità del digitale.
Controllo dei Layer
Un pannello di controllo avanzato (Layer Manager) permette di accendere e spegnere i livelli di lettura in tempo reale.
Lo studioso può isolare le sole note posteriori, oppure visualizzare solo il testo originale, con un click.
- Il cliente
Progetto PRIN
Il progetto PRIN dedicato all’esegesi antica riunisce un gruppo di filologi, papirologi e studiosi della tradizione classica impegnati nello studio del rapporto tra testo e paratesto nei manoscritti greci. All’interno di questo quadro, uno degli obiettivi principali è la creazione di un repertorio di trascrizioni ipertestuali capace di restituire la complessità materiale delle pagine manoscritte. Per raggiungere questo traguardo, il gruppo ha scelto di collaborare con eLabor, affidando allo sviluppo digitale un ruolo centrale nella costruzione di uno strumento innovativo e scientificamente rigoroso.
- Esigenze
La sfida da affrontare
Il team di ricerca aveva bisogno di uno strumento che non si limitasse a riprodurre il testo, ma che fosse in grado di rappresentare la pagina manoscritta nella sua dimensione dinamica. Ciò significava, da un lato, rendere visibile la stratificazione temporale del processo di copia e, dall’altro, mostrare in modo chiaro le relazioni logiche tra testo poetico e annotazioni esegetiche.
In particolare, le esigenze principali erano:
- Rappresentare la diacronia della copia, distinguendo testo conservato, integrazioni, note marginali e segni di richiamo;
- visualizzare le relazioni logiche tra testo e paratesto attraverso collegamenti interattivi.
A queste necessità scientifiche si aggiungeva un requisito pratico altrettanto importante, lo strumento doveva essere utilizzabile da studiosi umanisti senza competenze informatiche avanzate. Era quindi essenziale un’interfaccia intuitiva, che permettesse di:
- Importare facilmente testi da file;
- Posizionare con precisione box e annotazioni sulla pagina;
- controllare font, spaziatura e allineamenti in modo semplice.
Infine, la piattaforma doveva integrarsi con il sito del progetto e rimanere aperta a sviluppi futuri, come l’interazione con il database lessicografico.
- Il progetto
Evoluzione del Diplomatic Digital Edition Builder
La collaborazione con eLabor ha portato alla creazione del Diplomatic Digital Edition Builder, una web app sviluppata in più fasi successive.
Prima fase
La prima fase è stata dedicata all’analisi del fabbisogno e alla realizzazione di un prototipo tecnico, utile a definire l’architettura dello strumento e a verificare la fattibilità delle funzioni richieste.
Seconda fase
La seconda fase è stata dedicata a trasformare quel prototipo in un ambiente di lavoro realmente utilizzabile dagli editor del progetto. In questa fase sono stati introdotti gli elementi chiave della piattaforma: il sistema dei layer, che permette di scomporre la pagina in strati sovrapposti come lucidi trasparenti, il sistema delle actions, che consente di programmare le relazioni logiche tra testo e note, e la gestione dei box, che permette di posizionare con precisione blocchi di testo all’interno della pagina diplomatica.
Terza fase
Nella terza fase si è invece perfezionato ulteriormente lo strumento ed è stata integrata la piattaforma con il lessico dell’esegesi antica. È inoltre programmata una fase successiva di manutenzione evolutiva, che garantirà continuità e aggiornamenti anche oltre la durata formale del progetto PRIN.
DDEB ha introdotto un modo nuovo di leggere e interpretare il manoscritto, trasformando la trascrizione in uno spazio interattivo che rende immediatamente visibili processi, relazioni e strutture della pagina. Lo strumento rende più fluido e naturale il lavoro degli studiosi, offrendo un’interfaccia intuitiva che permette di creare ed esplorare trascrizioni complesse senza ricorrere a soluzioni frammentarie o poco flessibili. L’infrastruttura apre la strada a sviluppi futuri, integrando in modo efficace l’approccio umanistico e le potenzialità del digitale.