Dopo oltre quarant’anni di dominio incontrastato i database relazionali stanno subendo il violento attacco dei “no SQL”. Le ragioni sono legate essenzialmente alle performance ed alla flessibilità: con l’esplosione del cosiddetto “web 2.0” le moli di dati sono diventate gigantesche, distribuite a livello planetario, senza nessun tempo “morto” (il classico “batch” di mezzanotte non si può più fare, visto che c’è sempre un punto del globo in cui è mezzogiorno ed anche che le risposte devono arrivare aggiornate in pochi secondi, quindi non si può aspettare un giorno per avere disponibile il dato) e, punto niente affatto trascurabile, a schema variabile (non c’è tempo per ristrutturare il database: deve sapersi adattare in “tempo reale” alle nuove esigenze).

Tra le varie proposte di DBMS non relazionali, MongoDb è una delle più in voga, anche se non certamente l’unica: basa sui concetti di “collezione” e di “documento”, solo apparentemente simili a quelli relazionali di “tabella” e di “riga”.

All’eLabor abbiamo avviato con una certa soddisfazione diversi progetti che lo usano. Vedremo durante il seminario quali sono le caratteristiche che lo rendono interessante in generale e per noi specificamente;vedremo anche come si usa da “shell” e da Java.

Abbiamo raccolto un ricco calendario di occasioni di formazione aperta a tutti ed a cui tutti possono concorrere, che ti invitiamo a consultare.