Oggigiorno la grande maggioranza delle persone navigano il Web alla ricerca di ciò che gli interessa, ma talvolta la navigazione nasconde delle insidie. Per navigare consapevolmente ed evitare tali insidie vedremo:

Dopo oltre quarant’anni di dominio incontrastato i database relazionali stanno subendo il violento attacco dei “no SQL”. Le ragioni sono legate essenzialmente alle performance ed alla flessibilità: con l’esplosione del cosiddetto “web 2.0” le moli di dati sono diventate gigantesche, distribuite a livello planetario, senza nessun tempo “morto” (il classico “batch” di mezzanotte non si può più fare, visto che c’è sempre un punto del globo in cui è mezzogiorno ed anche che le risposte devono arrivare aggiornate in pochi secondi, quindi non si può aspettare un giorno per avere disponibile il dato) e, punto niente affatto trascurabile, a schema variabile (non c’è tempo per ristrutturare il database: deve sapersi adattare in “tempo reale” alle nuove esigenze).

Tra le varie proposte di DBMS non relazionali, MongoDb è una delle più in voga, anche se non certamente l’unica: basa sui concetti di “collezione” e di “documento”, solo apparentemente simili a quelli relazionali di “tabella” e di “riga”.

All’eLabor abbiamo avviato con una certa soddisfazione diversi progetti che lo usano. Vedremo durante il seminario quali sono le caratteristiche che lo rendono interessante in generale e per noi specificamente;vedremo anche come si usa da “shell” e da Java.

Abbiamo raccolto un ricco calendario di occasioni di formazione aperta a tutti ed a cui tutti possono concorrere, che ti invitiamo a consultare.

OpenStack sta diventando uno standard per il mercato cloud. Il suo sviluppo procede in modo frenetico, le release si susseguono velocemente e fioriscono continuamente nuovi progetti nel suo ecosistema. Non si tratta certamente di un prodotto utilizzabile al primo avvio: per realizzare un’infrastruttura funzionante sono necessari consulenti e operatori. Anche per poter vendere servizi ad esso associati è essenziale conoscere il suo funzionamento.

Nel webinar sarà fatta una panoramica sulla sua architettura e sugli scenari di adozione, in modo da fornire un background ai commerciali e un primo assaggio ai tecnici.

Sotto il nome di machine learning vanno una serie di tecniche che hanno come obiettivo di fare in modo che una macchina possa cambiare il suo comportamento e, in particolare, migliorare le sue performance dopo aver imparato come farlo analizzando in modo automatico i dati sui quali lavora.

I problemi che si possono affrontare sono diversi, anche molto differenti tra loro, ma è possibile definire alcune caratteristiche tipiche, come i problemi “supervised” e quelli “unsupervised”, oppure i problemi di “previsione” e quelli di “classificazione”.

mercoledì 26 ottobre - orario: 15,00-17,00 - Relatore: Lorenzo Fiorentini

Python è un linguaggio di programmazione ad alto livello, rilasciato pubblicamente per la prima volta nel 1991 dal suo creatore Guido van Rossum, programmatore olandese attualmente operativo in Dropbox. Deriva il suo nome dalla commedia Monty Python’s Flying Circus dei celebri Monty Python, in onda sulla BBC nel corso degli anni ’70. Attualmente lo sviluppo di Python (grazie e soprattutto all’enorme e dinamica comunità internazionale di sviluppatori) viene gestito dall’organizzazione no-profit Python Software Foundation.

mercoledì 29 giugno - orario: 15,00-17,00 - Relatore: Paolo Mascellani

Tra le tante “buzzword” che nascono e muoiono continuamente nel mondo tecnologico, negli ultimi tempi è particolarmente in voga IoT (Internet of Things), che oramai ha quasi completamente soppiantato la parola “smart”, che pure è probabilmente più comprensibile.

IoT fa riferimento alla possibilità oramai accessibile praticamente ad ogni apparecchiatura (gli esempi si sprecano: dall’automobile al frigorifero, dalla lavabiancheria alla caldaia, ma anche dalla catena di montaggio alla giostra per i bambini) di essere dotata contemporaneamente di capacità di calcolo, quindi sviluppare dei comportamenti che reagiscono in modo autonomo e complesso all’ambiente, e di comunicazione.

I protagonisti di Internet, in questa visione, non sono più le persone, attraverso i calcolatori, ma sono le “cose” (i televisori, le lavatrici, i frigoriferi, ... i calcolatori stessi) che autonomamente comunicano e prendono decisioni su come comportarsi in base alle istruzioni che hanno ricevuto ed alle informazioni che ricevono dalle altre cose.